La notizia della morte di Erich Priebke è oggi in primo piano in tutti i notiziari. E in primo piano sono anche le reazioni e i commenti.

Leggendo qualche articolo nel merito mi chiedevo: qual’è la reazione del cristiano davanti alla morte di un simile criminale? Come lo sguardo purificato dal Vangelo deve guardare a questo fatto?

Guardare da cristiano significa provare a guardare con gli stessi occhi di Dio. E questi occhi, sappiamo, sono sempre ed esclusivamente occhi di tenerezza, di conforto, di speranza. Una domenica ascoltando una predica sentii questa frase: Dio è colui che è sempre dalla nostra parte e che anche quando tutto sembrerà buio nella nostra vita, lui riuscirà a trovare un frammento di luce e si attaccherà a quel  frammento per poterci salvare.

Priebke è stato un criminale che ha compiuto degli atti orrendi. Un uomo – già un uomo, come me e te, non una bestia come in tanti scrivono; perché dire che è una bestia sminuirebbe la portata dell’orrore che ha compiuto, che invece va guardato in faccia per quello che è: opera di un uomo –  che nemmeno, a quanto si sa, si sarebbe pentito per le sue azioni. Verrebbe da augurargli ogni male, come si legge in tanti articoli oggi. Da cristiano invece spero sinceramente che sia accolto da Dio Padre. Perché questo è il desiderio di Dio. Perché se si salva un uomo così, davvero per tutti ci può essere salvezza. Perché se Dio riesce a vincere un male così oscuro, davvero il male è stato sconfitto. Perché se sapremo guardare con compassione e amore un uomo così, davvero avremo lo stesso sguardo di Dio.