Leggendo i giornali di questi giorni e quello che scrivono sulle vicende del governo provo un certo fastidio. Fastidio per come le vicende vengono presentate. Non so dire se questa sensazione sia colpa delle vicende effettivamente sgradevoli, oppure se sia merito di chi scrive.

Il fastidio nasce da come vengono ricostruiti i passaggi che la politica italiana sta vivendo questi giorni, da come vengono rappresentati i protagonisti in campo. Renzi è descritto come l’uomo assetato di potere che fa la bella faccia davanti, ma trama nell’ombra per usurpare il trono di Letta. Letta viene descritto come il bambino capriccioso che capisce che qualcuno sta cercando di portargli via il giochino e fa di tutto per tenerselo il più stretto possibile. E di motivazioni politiche, di motivazioni serie per il bene del paese, per l’efficace funzionamento delle istituzioni, neanche l’ombra. Leggendo i quotidiani si evince l’equazione del “pol-pol”: politica=poltrona.

Il fastidio nasce perché questa è evidentemente una banalizzazione della politica. Non ho strumenti per attribuire con certezza la colpa a chi scrive sui giornali piuttosto che ai protagonisti della politica. Certamente però delle due una: o siamo davanti ad una classe politica che, nonostante lo sbandierato rinnovamento, si presenta ancora come del tutto lontana da ciò che autenticamente è politica; oppure siamo di fronte ad un giornalismo che invece di aiutare la gente a comprendere ciò che accade, preferisce banalizzare la situazione, forse perché è ormai tristemente chiaro che in Italia quando ci si mette a sputare sulla politica, tutti vengono dietro.

Da ottimista quale sono spero vivamente sia vera la seconda ipotesi. Non me ne abbiano i giornalisti, ma preferisco che il marcio sia sulla carta stampata piuttosto che nel cuore delle istituzioni.