Ringrazio che se la siano cercata!

Ok, non volevo scrivere su questo argomento perché piuttosto controverso anche nella mia testa, ma alla fine non ho resistito ed eccomi qui. Sì, perché quel “se la sono cercata” che campeggia in infiniti post è diventato troppo fastidioso per poter passare sotto silenzio.

Condivido il fatto che Greta e Vanessa siano state a dir poco imprudenti a fare quello che hanno fatto. Perché andare in un contesto del genere non è un gioco, serve competenza ed esperienza. Voglio però dire tutto il male possibile della mentalità che ci porta a liquidare la vicenda con il “se la sono cercata”, che ci porta ad arrabbiarci per il fatto che si siano spese energie e (probabilmente) soldi per riportarle a casa. Perché dietro le pur vere preoccupazioni di finanziare il terrorismo, di cedere a un ricatto, e chi più ne ha più ne metta, vedo insinuarsi neanche poi tanto velatamente quel modo di pensare che suona più o meno così: perché devi rischiare nella vita? Ci sono tante cose che puoi fare senza rischi! Ti va di fare volontariato? Ci sono fior di Caritas e di mense dei poveri; tu vai lì, la tua oretta a settimana, fai la tua buona azione, e siamo tutti contenti. Perché rischiare? Hai tutta la vita davanti, hai l’ipad e la pay tv, cosa ti manca? Tu ti fai le tue cose, buono buono, senza dar fastidio a nessuno, e poi la sera vieni tra le braccia di mamma! Che ti importa di come sta la gente in Siria? Lo sai perché nonno è campato fino a cent’anni? S’è sempre fatto li fatti sui!  Che, non ci vuoi arrivare alla pensione? Dai retta a me: davanti agli asini, dietro i cannoni e pensa alla salute.

Vanessa e Greta avevano un sogno, non volevano fare volontariato, avevano il sogno di andare in Siria, una terra splendida martoriata da una guerra crudele. Il sogno di non starsene sul divano a guardare i reportage su Bashar al-Assad ma di sporcarsi le mani. Hanno avuto il coraggio –  sì, il coraggio! – in un mondo che ti dice che ciò che importa è ottenere tutto facendo la minor fatica possibile e se non fai così “te la sei cercata”, di rischiare, di giocare la propria vita, fino in fondo.

Sono state sprovvedute? Sì, perché non basta avere un sogno, serve prepararsi e costruire un passo alla volta, serve tempo e impegno. Altrimenti, come è accaduto, spicchi il volo con delle ali di cera che ti si sciolgono al sole. Ma grazie Greta, grazie Vanessa, perché ci avete mostrato che non è vero che i giovani sono bamboccioni, che non hanno ideali, che pensano solo a sballarsi in discoteca. Gli succede così quando si imbattono in quegli adulti, in quei vecchi, che nella vita non hanno mai inseguito nessun sogno e vorrebbero che tutti fossero come loro, che di fronte a due vite salvate si preoccupano del portafoglio. Questo uccide i giovani! Questo uccide la vita!

Io ringrazio che Greta e Vanessa se la siano cercata! Se fossero state vittime innocenti avremmo assistito ad ogni tipo di retorica. Così ce la si può prendere con voi e voi potete testimoniarci la vostra voglia di vita!

4 pensieri riguardo “Ringrazio che se la siano cercata!”

  1. Mi sembra un bel modo di porre la questione. Forse, riesce persino a farmi rivalutare lo slancio (dissennato?) delle due.
    Solo un paio di chiose: e arruolarsi, chessò, con Emergency, o una qualsiasi altra organizzazione accreditata?
    Qualcuno, chiederà conto, di tanta sconsideratezza, a chi le ha mandate allo sbaraglio?

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  2. Complimenti, Gabri per la tua scrittura: sempre pulita e chiara.
    Condivido buona parte di quello che dici. L’unico passo in cui sono in dissonanza è la questione del “sogno”: non basta, non è sufficiente per andare in Siria nel modo in cui l’hanno fatto loro. Il bene individuale, anche i sogni più belli ed umani, non può mettersi davanti al bene comune, che è nostra bussola affinché quello che facciamo sia davvero utile. Questo discernimento richiede preparazione, esperienza e studio.
    Ti giro questo articolo che trovo il migliore scritto finora. Lo sottoscrivo.
    Un abbraccio

    http://ferrari.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/01/15/vanessaegreta-liberate-si-festeggia-no/?ref=fbpe

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  3. concordo a pieno il tuo pensiero. la mentalità che oggi va per la maggiore sembra dar valore solo al verde del proprio giardino, fesso è chi si preoccupa di quello degli altri. finché anche solo uno sprovveduto continuerà a tentare di cambiare le cose, c’è ancora speranza per tutti, grazie al cielo!

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  4. D’accordo con Andrea e Ilaria! Non basta il sogno, conta anche il modo con cui si fanno le cose che non possono essere improvvisate ma serve esperienzae preparazione. E condivido pienamente che al sogno individuale debba essere messo davanti il bene comune! Quello che hanno fatto è stato senz’altro sconsiderato. Volevo però sottolineare la positività di due ragazze che si vogliono mettere in gioco rischiando tanto , e dire tutto il male possibile di chi le critica da questo punto di vista.

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