La semplificazione giornalistica (e quella demagogica) ha cercato di presentarlo come un altro emblema del “No ai migranti”. Credo invece che il sindaco di Vitulano, protagonista della vicenda su tutti i giornali in questi giorni, sia solamente una persona che si è posto seriamente il tema dell’accoglienza dei migranti. Sì, perché la questione che ha posto non è la semplicistica alternativa “migranti sì-migranti no” (Vitulano ospita già un centro di accoglienza a cui se ne aggiungeva uno privato, l’agriturismo ora chiuso), ma invece: accogliere come? Ad ogni condizione, accettando che queste persone siano ospitate in strutture non idonee per farlo? “No!”: questo ha detto il sindaco con il suo gesto, che, certo ha del grottesco, ma denuncia la fatica delle nostre istituzioni a far fronte all’accoglienza dei migranti: possibile che ci sia voluto un cumulo di terra a bloccare una strada perché le ragioni di questa comunità abbiano potuto trovare ascolto?!
Vitulano non è un paese razzista. Vitulano è un paese che accoglie e continua ad accogliere: “Il nostro è stato l’unico Comune che ha dedicato una festa ai rifugiati, li ha inseriti nella squadra di pallone, addirittura li ha coinvolti in un film che abbiamo girato qui a Vitulano”, ha dichiarato il sindaco.
Ma Vitulano vuole accogliere nel rispetto della dignità delle persone e delle leggi.
Penso che questa vicenda debba essere di stimolo per provare a riflettere sulla questione dei migranti andando oltre gli slogan, comprendendone la reale complessità.