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“Milano siamo noi”

“Milano siamo noi” è il coro che hanno intonato ieri, a Guangzhou, i tifosi cinesi del Milan prima della partita.

Ma la vedete voi la faccia di Salvini se a cantarlo fossero stati gli immigrati in stazione centrale?
Ma l’hanno fatto i cinesi. I cinesi vanno bene. Perché? Sono anche loro extracomunitari, ma, piccolo dettaglio, hanno i soldi! A Milano loro ci vengono a fare shopping. Milano loro se la sono comprata. Loro ci aiutano a casa nostra!
La logica in definitiva è questa: se non hai soldi gira al largo, ma se ci paghi a noi sta bene tutto… insomma, la logica più antica del mondo (da cui il famoso mestiere)…
Facciamo però un piccolo sforzo di onestà allora: il nostro problema non sono gli immigrati, il nostro problema sono quelli che non hanno soldi da darci e ci chiedono aiuto. Se non altro inizieremmo ad inquadrare la questione.

Se i leader europei devono imparare da Francesco

Il 25 marzo è stato un giorno quanto mai significativo per le due maggiori città italiane: la commemorazione dei sessant’anni del Trattato di Roma nella capitale da una parte, e la visita di papa Francesco a Milano dall’altra.

C’è un contrasto che mi è balenato evidente guardando i servizi dei TG sui due eventi: quello tra la sfilata in pompa magna di tutti i capi di stato europei in Campidoglio, e un capo di stato, il papa, che si reca nelle periferie e nelle carceri della metropoli ambrosiana.

Senza alcun giudizio, per carità: il cerimoniale e il protocollo in occasione dei vertici internazionali è necessario. Tuttavia, oltre la forma, come sempre si nasconde la sostanza. Continua a leggere Se i leader europei devono imparare da Francesco

Finisce Expo: missione compiuta o si poteva fare di più?

Azzardarsi a scrivere ancora su Expo, dopo sei mesi di esposizione, anni di preparazione e fiumi di inchiostro di ogni colore, è quantomeno rischioso. Si fatica a non cadere nel ripetitivo, nel già detto. Soprattutto non è facile proporre qualcosa di incisivo, capace cioè di non venir subito liquidato come propaganda del partito dei favorevoli ad Expo o dei contrari, ma di suscitare una riflessione.
Ci provo svincolandomi dagli estremi. Credo anzitutto che Expo sia stata un’esperienza positiva, non solo per il grande successo che ha avuto in termini di partecipazione, ma anche e soprattutto perché è riuscito realmente a mettere al centro una questione di così grande importanza quale il cibo e la nutrizione. Ciò detto mi chiedo: rispetto alla capacità di incidere e sensibilizzare sul tema, che vedo come l’aspetto più rilevante dell’esposizione universale se non la si vuole ridurre ad una grande fiera redditizia, si poteva fare di più? Continua a leggere Finisce Expo: missione compiuta o si poteva fare di più?

Dove abbiamo sbagliato?

Non mi ero sbagliato. Ieri quando ho visto su facebook l’intervista al ragazzo, definito un black bloc, avevo avuto l’impressione che con ideologie e centri sociali quel ragazzo c’entrasse ben poco. Ne ho avuto la conferma oggi leggendo l’intervista al papà di questo ragazzo sul Corriere.

Una famiglia normale di un piccolo paese a sud di Milano. Studente di un liceo di Pavia. Amante del rap. Due genitori che al vedere quell’intervista hanno avuto la stessa reazione che abbiamo avuto tutti noi e che oggi si chiedono dove hanno sbagliato. Continua a leggere Dove abbiamo sbagliato?

Quel selfie davanti al crocifisso

Stamattina sono passato a Milano in Duomo. Ero fermo un attimo a pregare davanti al crocifisso quando una ragazza si fa largo tra le persone, tira fuori il suo smartphone e si fa un bel selfie con il crocifisso.
Al momento la cosa mi ha un po’ infastidito e ha suscitato in me alcune scontate reazioni: che senso ha un selfie col crocifisso? Ok il turismo, ma serve un po’ di rispetto! Ma lo sa quella ragazza il significato della croce? Un po’ quelle stesse domande che mi pongo quando incontro uno di quei tamarretti, tutto fumo, motorino e bestemmie, che però immancabilmente hanno al collo il catenozzo col crocifisso.
Arrivato a questo punto del mio fastidio mi sono però bloccato. Ho alzato lo sguardo per un istante e ho smascherato in me uno spirito decisamente lontano dal vangelo: quella innata tendenza cioè a giudicare, a incasellare una persona dentro i miei schemi, a fermarmi alle apparenze senza considerare che Dio si serve di ogni strada per arrivare alle persone. Continua a leggere Quel selfie davanti al crocifisso