Tutti gli articoli di GCossovich

Classe 1985, cristiano, juventino, "scribacchiatore". Marito di Donata e papà di Mattia. Ho studiato teologia e lavoro come educatore e insegnante.

Contemplando la bellezza – Marocco 2016

Quest’estate io e mia moglie abbiamo fatto un viaggio splendido in Marocco. In questa galleria non proponiamo semplicemente le foto del viaggio. Vuole essere invece uno  sguardo che contempla la bellezza dei paesaggi e della quotidianità che lì abbiamo incontrato. Uno sguardo che si sofferma sull’essenziale e prova ad andare in profondità.

Le foto e le didascalie sono opera di mia moglie, Donata, bravissima a cogliere la bellezza nei dettagli e nelle piccole cose. Continua a leggere Contemplando la bellezza – Marocco 2016

Il Signore dei Colori

“Cosa poteva esserci di diverso dal grigio? Cosa poteva esserci oltre il grigio? Grigio era il sole, grigi erano gli alberi, grigio era il cielo, grigio era il mare, grigi erano gli uccelli, grigie erano le farfalle. Grigi erano i capelli della ragazza con cui camminava…”

Il Signore dei Colori,
disponibile in formato cartaceo ed e-book.


davUn sogno che si avvera! Definirei così la pubblicazione de “Il Signore dei Colori”. Perché scrivere e pubblicare un libro è un desiderio che mi porto dietro da quando ero bambino. Perché ciò che ho provato a dire in questo testo racchiude buona parte di quello che sono, di quello che credo, di quello che ogni giorno motiva il mio impegno.

La sua esistenza è merito di mia moglie: mentre stavamo decidendo cosa scegliere come bomboniera del nostro matrimonio, Continua a leggere Il Signore dei Colori

Da Giuseppe a Mosè: il mio saluto all’oratorio.

C’è una circostanza curiosa che fa da cornice  al mio impegno da educatore in oratorio.

Era il lontano 2005 quando per la prima volta, da giovane seminarista, affrontavo l’oratorio estivo come responsabile. Oratorio feriale mitico, nel mio paese, Casciago, con tanti di quelli che ancora sono i miei più cari amici. Il tema di quell’anno era “Conta su di me”, tutto incentrato sulla storia di Giuseppe d’Egitto.
Quest’estate ho vissuto a Castellanza l’ultima esperienza come responsabile d’oratorio (da settembre si inizia una nuova avventura!), e il tema era “Per di qua”, con filo conduttore la vicenda di Mosè e del popolo di Israele che, dall’Egitto, raggiunge la Terra Promessa.

Mi fa pensare questa strana coincidenza Continua a leggere Da Giuseppe a Mosè: il mio saluto all’oratorio.

Caro Bennato ti scrivo… sul matrimonio e i colori

Caro Edoardo Bennato, mi presento, sono un tuo grandissimo fan. Lo sono da quando, a diciott’anni, una mia amica mi regalò un tuo disco e mi innamorai della tua musica e delle tue parole. Come ogni volta, quando ho saputo che era uscito il tuo nuovo album, sono corso a comprarlo, e come sempre non mi hai deluso!

Di questo tuo disco mi ha fatto molto riflettere la canzone “Povero amore”. Tanto che ho deciso di scriverti. Parla di un amore perso, un amore rimandato, un amore che si confonde e non riesce a fiorire. Un amore che si smarrisce – così canti – “nelle gallerie dei ricordi, nelle agenzie di fidanzamenti, nelle liste d’attesa dei sentimenti”, ed ancora “nei rimpianti, nelle frasi dette troppo tardi, nelle convenzioni dei conventi, nelle associazioni dei cuori infranti…”. Ma è un passaggio in particolare ad avermi colpito, quando parli di un amore che si perde “nelle sartorie di tutti gli abiti da sposa, in quel bianco che va bene su qualunque cosa, in quel bianco che va bene, copre ogni colore, e a volte copre anche l’amore”.

Continua a leggere Caro Bennato ti scrivo… sul matrimonio e i colori

Da una foto la mia speranza per la Terra Santa

Escalation di violenza, attacchi, attentati, coprifuoco… Non è la stessa cosa leggere quello che sta accadendo in Israele e Palestina dopo esserci stati. Non è la stessa cosa sapere di tutto questo dopo aver visto con i propri occhi i campi profughi a Nablus, dopo aver percorso la spianata delle moschee a Gerusalemme col sottofondo del grido “Allahu Akbar” dei capannelli di musulmani rivolto agli ebrei ortodossi scortati dalla polizia;
dopo aver pregato  per la pace lungo il muro che separa i territori palestinesi da quelli israeliani e aver fatto i conti ai checkpoint con la macchina paranoica della sicurezza israeliana. Non è la stessa cosa perché alla mente tornano immagini, volti, emozioni. Continua a leggere Da una foto la mia speranza per la Terra Santa