In fondo cos’è la Pasqua se non il vaccino che Dio ha inoculato all’umanità contro il male, la sofferenza, la morte? Perché dopo averli attraversati vi sia ancora vita.
Buona Pasqua!

Sul Corriere di oggi Gramellini scrive:

” Provate a calare nel lockdown i due adolescenti più famosi della letteratura, Romeo e Giulietta. Nella Verona di questi giorni non si conoscerebbero neanche: Romeo non riuscirebbe a imbucarsi in casa Capuleti, neppure se fosse munito di regolare autocertificazione. Così resterebbe congelato nelle sue passioni sbagliate ma conosciute, finendo per andare a prendere inutilmente freddo sotto il balcone della sdegnosa Rosalina, purché entro e non oltre le dieci di sera. Probabilmente lui e Mercuzio si ubriacherebbero di continuo e andrebbero a fare a botte con la banda rivale per dare un senso alla noia. Certo, i due amanti non morirebbero più per le conseguenze del loro amore. Però morirebbero dentro, per non averlo vissuto”.

E però mi chiedo: la vita è un treno che passa una volta sola e se lo perdi – per negligenza tua o per contingenze che non dipendono da te – sei condannato inesorabilmente a “morire dentro”? Oppure questa vita che ci abita è più forte della nostra fragilità, è capace di farsi strada tra le piccole fessure che anche la peggiore situazione lascia aperte, e trova il modo di fiorire?

Vorrei chiudere questo anno facendo mie queste parole di Lidia Maggi, augurando a tutti di riconoscere che “anche quella è vita”.

“La malattia, il lutto, li pensiamo come intermezzo, come un tempo sospeso, mentre forse questo è un limite, perché anche quella è vita. Leggo che in queste ore molti augurano di “cancellare” il 2020. Ma non si può negare o cancellare un anno del genere. Dobbiamo trovare riti, linguaggi, spazi narrativi per rivisitare questo anno. Tutto ciò che è rimosso prima o poi ritorna. Così come da una malattia non torniamo uguali a quelli che eravamo prima, così questo anno ci ha segnati.”

Buon anno nuovo!

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