Ci sono due bellissime canzoni che parlano di pazzi.
La prima, di Masini, a un certo punto dice
“Mi dimetto da falso poeta, da profeta di questo Fan’s Club, io non voglio insegnarvi la vita perché ognuno la impara da sé… Me ne andrò nel rumore dei fischi, sarò io a liberarvi di me, di quel pazzo che grida nei dischi il bisogno d’amore che c’è…”
La seconda, di Bennato, finisce dicendo
“Seconda stella a destra, questo è il cammino, e poi dritto fino al mattino, non ti puoi sbagliare perché, quella è l’isola che non c’è! E ti prendono in giro se continui a cercarla, ma non darti per vinto perché chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te!”


Quando arrivi a sera stanco morto e ti sembra di non aver combinato nulla…
Quando torni a casa e ti chiedi a cosa è servito sbattersi tanto…
Quando le persone a cui vuoi bene le senti lontane…
Quando avresti bisogno di aver vicino qualcuno che, ogni tanto, sia lui a darti una pacca sulla spalla per continuare a camminare…
Quando tutti questi pensieri a metà tra la fatica e la delusione ti riempiono la testa, è forte la tentazione di gridare come Masini le mie dimissioni da “falso poeta”, da “pazzo che grida il bisogno d’amore che c’è”, la tentazione di smetterla con le favole, con i sogni, con le speranze… smettere di pretendere o desiderare di“insegnarvi la vita”, dichiarare il fallimento e “liberarvi di me”…


Ma poi rialzi lo sguardo e ti ritrovi a contemplare nel cielo quella seconda stella a destra…
Quella strada, quella via che promette un’isola che non c’è…
Un isola di favola… un’isola perfetta…
Immagini un’isola in cui i volti delle persone che ami siano sempre sorridenti,
in cui quei tuoi amici che tra loro si odiano li ritrovi in un abbraccio,
in cui tutti i sospetti, tutti i sotterfugi, tutto il groviglio delle ipotesi, non esistano più,
in cui ognuno possa deporre le difese, deporre le maschere, e presentarsi all’altro senza paura, in tutta la sua bellezza e autenticità…
in cui l’affetto di chi ti vuole bene sia percepibile in ogni momento, senza la paura costante di sbagliare e rovinare tutto…
in cui ti senti amato non perché sei bravo, sei bello, sei simpatico… ma perché sei tu!


Lo so, è impossibile. Lo so, è un’utopia… è un’isola che non c’è…
“E ti prendono in giro se continui a cercarla”… ti dicono che sei un illuso… un pazzo…
Ma prego Dio di non farmi mai smettere dicredereche se tu che ancora speri sei pazzo
“chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle, forse è ancora più pazzo di te…”