Vita sotto le bombe

Sotto un cielo illuminato da bombe,
in una città assediata dal nemico,
dentro cunicoli, unico possibile rifugio,
d’un tratto tutto tace:
sopra i boati, le raffiche, gli spari, le urla,
un vagito.
Il grido della vita, che si ribella,
ostinandosi a rinascere.

Sul Corriere di oggi Gramellini scrive:

” Provate a calare nel lockdown i due adolescenti più famosi della letteratura, Romeo e Giulietta. Nella Verona di questi giorni non si conoscerebbero neanche: Romeo non riuscirebbe a imbucarsi in casa Capuleti, neppure se fosse munito di regolare autocertificazione. Così resterebbe congelato nelle sue passioni sbagliate ma conosciute, finendo per andare a prendere inutilmente freddo sotto il balcone della sdegnosa Rosalina, purché entro e non oltre le dieci di sera. Probabilmente lui e Mercuzio si ubriacherebbero di continuo e andrebbero a fare a botte con la banda rivale per dare un senso alla noia. Certo, i due amanti non morirebbero più per le conseguenze del loro amore. Però morirebbero dentro, per non averlo vissuto”.

E però mi chiedo: la vita è un treno che passa una volta sola e se lo perdi – per negligenza tua o per contingenze che non dipendono da te – sei condannato inesorabilmente a “morire dentro”? Oppure questa vita che ci abita è più forte della nostra fragilità, è capace di farsi strada tra le piccole fessure che anche la peggiore situazione lascia aperte, e trova il modo di fiorire?

Normalmente si postano foto della neve appena caduta, quando il suo manto bianco ricopre ogni cosa di perfezione, in un incanto sempre nuovo.
E il prato, l’erba, i fiori, si fotografano in primavera, quando tutto è rigoglioso ed esplode di bellezza.
Ma a ben vedere per la maggior parte del tempo la natura rimane spoglia, imperfetta, brutta. Nel mezzo di un non più e un non ancora. E guardandola così, viene da pensare al passato, ricordando com’era, o anticipare il futuro, immaginando come sarà. Difficilmente ci si sofferma a contemplarla, ammirarla, fotografarla in queste condizioni.
Eppure, se domani sarà rigolgiosa e bella, se ci perderemo a gustare i suoi colori, i suoi profumi, il suo splendore, è perché è passata attraverso questo tempo. Che appare incompiuto, brullo, perso, che si salterebbe volentieri, se fosse possibile… ma è quanto mai fecondo e necessario.

Contemplando Charlie

Te ne stai lì, con gli occhietti chiusi e i pugni stretti. Come tutti i bimbi, tutti i neonati. E saresti proprio come uno di loro, non fosse per quel cerotto sulla faccia e quella canula che ti entra nel naso e ti tiene in vita. Non fosse per quelle cellule che non ne vogliono sapere di funzionare, non ne vogliono sapere di fare il loro mestiere.

Sei così costretto in quel lettino, attaccato a quelle macchine. E invece di poter sorridere felice ai tuoi genitori, che non ti lasciano un istante, non puoi fare altro che rimanertene lì, inerte, nel tuo soffrire. In quella sofferenza che i medici e i tribunali hanno giudicato troppo grande, insopportabile, perfino inutile. Perché alla tua malattia non c’è cura. Non c’è possibilità di guarigione. Continua a leggere “Contemplando Charlie”

Ho scoperto che posso vivere ancora

occhi

Ci sono momenti nei quali il confine tra passato e futuro è più che mai sottile.
Ci sono momenti in cui ti rendi conto che la risposta che dai al passato sarà il tuo futuro.
Ci sono momenti nei quali quello che sembrava nero inizia a brillare.
Ci sono momenti in cui quello che pensavi uno scarto diventa ciò su cui costruire.
Ci sono momenti nei quali ti guardi allo specchio e ti vedi diverso.

Ti vedi con occhi non tuoi, ti vedi con occhi impensati.
Sono occhi che penetrano l’anima,
occhi che vanno oltre i tuoi dubbi, i tuoi limiti, le tue colpe, oltre il male che porti con te.
Occhi che ti guardano il cuore e arrivano a scorgere quella fiammella di luce che hai dentro.
Quella fiammella di vita che hai nascosto, hai negato, hai temuto non esistesse più,
quella fiammella che hai protetto da tutto e da tutti, fino a dimenticarti tu stesso che c’era,
per paura che qualcuno potesse spegnerla, per paura che qualcuno potesse calpestarla.
Quello sguardo non tuo l’ha riportata alla luce, quegli occhi non tuoi te l’hanno fatta scorgere di nuovo, come un anelito antico, come una nostalgia dimenticata.
E con stupore hai scoperto che quella fiammella, ormai allo scoperto, fragile, indifesa… si espande, cresce, diventa grande, si irrobustisce, esplode e brucia… brucia!
Brucia i tuoi occhi reclinati a guardare il buio che è stato e i cocci che ti restano,
e, attraverso quegli occhi non tuoi, ti fa scorgere in quel buio, in quei cocci, la strada che porta alla luce.

Ho scoperto che posso vivere ancora.

 

Io ho fiducia!

Guardare_orizzonte

Sono tanti i sentimenti con cui ci si può accostare al nuovo anno che inizia. Io voglio iniziare questo nuovo anno con fiducia! Io ho fiducia!

Ho fiducia nelle persone, nel desiderio innato che ognuno porta con sé che spinge a non accontentarsi, a cercare nuovi orizzonti e ripartire, a cambiare!

Ho fiducia nella forza dell’amore, della solidarietà, della comprensione, del perdono, che curano le ferite, che danno conforto nelle difficoltà, che danno senso alla notte, che fanno rialzare e proseguire il cammino, che ci sono molto più di quanto sembri.

Ho fiducia nei giovani, nella loro energia, nella loro sete di senso e di verità, nella loro creatività, nella loro capacità di non fermarsi e trovare strade nuove.

Ho fiducia nella Chiesa, che nell’anno passato ha ricevuto in dono Papa Francesco, Chiesa che non cessa mai di essere guidata dallo Spirito che suscita novità, suscita santità, suscita modalità sempre nuove di vivere il Vangelo capaci di rendere presente Gesù nel mondo di oggi, all’uomo di oggi!

Ho fiducia nell’Italia e in chi la governa, ho fiducia in quei politici, tanti ma spesso nascosti, che hanno davvero a cuore la sorte del nostro paese, dei più deboli, dei più poveri, di chi non ce la fa più ad andare avanti.

Ho fiducia nel nostro mondo, ho fiducia che non stiamo andando indietro ma in avanti, ho fiducia che sono molti di più gli alberi che crescono nel silenzio di quelli che cadono nel frastuono.

Ho fiducia nel futuro, che deve e può essere meglio del passato. Forse diverso da come ce lo siamo immaginati, certamente altro da ciò che è stato fino a ieri, ma deve e può essere migliore!

Auguro a tutti un anno pieno di fiducia! Perché solo la fiducia sa aprirci davanti orizzonti nuovi, dove ciò che è stato vero risplenderà ancora più intensamente, dove ciò che è stato falso non esisterà più.

E’ possibile, io ci credo!