“La tua vita non è stata senza senso!” – Lettera a Michele, ucciso dal lavoro che non c’è.

È di questi ultimi giorni la diffusione della lettera con cui Michele, un giovane friulano, spiega il gesto estremo di togliersi la vita, motivato dal precariato lavorativo e dall’assenza di prospettive per il futuro. Mi ha molto toccato questa vicenda e ho così voluto a mia volta scrivere a Michele.

Ciao Michele,
ho letto la lettera con la quale hai deciso di salutare questa vita e le persone a te più care. Scusami, non sono riuscito a rimanere indifferente.
Sarà che abbiamo più o meno la stessa età e il mondo di cui parli è lo stesso nel quale sono cresciuto e vivo. Sarà che sono pienamente consapevole che, con un po’ meno fortuna di quella che ho avuto, avrei potuto essere tranquillamente io a scrivere quelle righe. Continua a leggere ““La tua vita non è stata senza senso!” – Lettera a Michele, ucciso dal lavoro che non c’è.”

Le nostre parrocchie sono un ambiente tossico?

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Girovagando tra i post su Facebook mi sono imbattuto in questa immagine che elenca alcuni sintomi di un ambiente di lavoro tossico. Per deformazione professionale, mi è venuto spontaneo provare ad applicarla alle nostre realtà parrocchiali. D’accordo la parrocchia non è (solo) un ambito lavorativo, è molto di più. È il luogo dove si lavora per rendere presente il Vangelo in quel pezzo di mondo. Per questo, mi viene da dire, a maggior ragione una parrocchia ha bisogno di essere un luogo in cui si sta bene e si lavora bene. Tanto più che portare il Vangelo non è un prodotto da vendere ma una vocazione che si realizza nella misura in cui è possibile riconosce una testimonianza credibile. Continua a leggere “Le nostre parrocchie sono un ambiente tossico?”

La sfida di Fabrizio Corona

A seguito degli ultimi sviluppi giudiziari è per l’ennesima volta tornato in auge il nome Fabrizio Corona. Non solo tra gli articoli di cronaca, ma anche nelle discussioni dei più giovani: mi ha sempre colpito come le vicissitudini di questo personaggio non passino mai inosservate da parte degli adolescenti, e questo mi porta a qualche riflessione. Prima di cimentarmi però è importante una premessa: tutto ciò che qui proverò a dire non si riferisce all’uomo Fabrizio Corona che non conosco e non mi permetto di giudicare. Si rivolge invece all’immagine, all’aura che il nome di Fabrizio Corona richiama e porta con sé, all’idea che, a torto o a ragione, ad ognuno di noi suscita questo personaggio.

Fabrizio Corona è senza dubbio l’emblema di un preciso modo di intendere l’esistenza. La personificazione dell’uomo che si fa beffe di ogni regola, che sfida e denigra l’ordine costituito a vantaggio del proprio interesse Continua a leggere “La sfida di Fabrizio Corona”

La lezione da imparare da Charlie Hebdo

E alla fine è arrivato! È arrivato il giorno nel quale a scagliarsi sdegnati contro Charlie Hebdo non sono più gli altri. Siamo noi invece, di fronte all’intollerabile vignetta satirica sul terremoto in centro Italia. Il giorno in cui noi non siamo più Charlie e siamo come i tanti che, con più o meno visibilità mediatica, hanno in diverse occasioni fatto sentire la loro voce contro le offese di quelle vignette; siamo come i nostri fratelli musulmani quando condannavano la mancanza di rispetto nei confronti della loro religione Continua a leggere “La lezione da imparare da Charlie Hebdo”

Unioni civili: e adesso?

Piaccia o non piaccia la legge c’è. E adesso? Passata la prima ondata di commenti all’approvazione del ddl sulle unioni civili, provo a mettere per iscritto anch’io qualche pensiero, nella speranza (so già in partenza fragile) di uscire dalla contrapposizione che ha segnato tutto il dibattito per rimettere al centro la questione vera che per noi come Chiesa è in gioco.

Non riesco a riconoscermi nelle dure reazioni che i telegiornali riportano genericamente come “dei cattolici” all’approvazione del disegno di legge Cirinnà. Continua a leggere “Unioni civili: e adesso?”

Stai entrando in Chiesa… si prega di accendere il cellulare!

Mi capita spesso, passando in Chiesa per qualche minuto di preghiera durante la giornata, di tirar fuori il cellulare dalla tasca e usarlo per cercare il Vangelo del giorno, o per pregare con un Salmo. E non raramente a questo mio gesto ho intravisto occhiate di disappunto più o meno esplicite da parte di chi avevo intorno. È anche successo che qualcuno, vedendomi con lo smartphone in mano, si sia sentito in dovere di intervenire, ricordandomi che, come recitano i cartelli all’ingresso divenuti ormai virali anche sul web, “il Signore parla in molti modi, ma di sicuro non chiama al cellulare”. Continua a leggere “Stai entrando in Chiesa… si prega di accendere il cellulare!”