Affacciato alla finestra, in una sera di pioggia…

Non c’è nessuno stasera.
Io solo, qui, in casa.
Piove. Piove tanto.
Mi piace quando piove.
Quando la vita fa sentire la sua forza,
e tutti si rifugiano nelle proprie case.
Mi affaccio alla finestra.
Fari e tergicristalli duellano con pioggia e notte.
La stanchezza si fa sentire.
Nella testa rimbomba il frastuono del cammino percorso,
nel cuore onde di sentimenti contrastanti si infrangono sugli scogli della mia vita, erodendoli e modellandoli.
Mi mette paura essere esposto a quei flutti.
Mi prende l’angoscia se mi volto a guardare come mi hanno segnato…

Il mio sguardo si perde nella notte,
nel buio violato dalla pioggia battente.
Poi una scossa, un sussurro, una voce…
la voce decisa di questa pioggia insistente,
ascolto e d’un tratto… “No! non importa!”
Non importa quanto profondi siano i solchi lasciati dal vento,
non importa quanto fragile sia la roccia delle fondamenta.
Importa solo che questa è la mia vita.
Questa e non un’altra.
Con queste fatiche e queste risorse,
con queste ferite e queste armi,
con questi genitori, con questi fratelli,
con questi amici, con questo Dio,
con questo passato, con questo presente,
con queste inquietudini, con questi dubbi,
con questi desideri così aggrovigliati ed enigmatici…
Sta a me prenderla in mano, raccoglierla e condurla,
sfidando il mare e le onde,
osando far sentire la mia voce nel buio,
come la pioggia nella notte…

Alzo lo sguardo al cielo invisibile,
una goccia che non è pioggia mi scorre sul viso.
Ricomincio da qui,
camminando e lottando,
aspettando e sperando…
Affacciato alla finestra, in una sera di pioggia.

Nostalgia di stelle

Ne hai percorsa di strada da quei giorni,
in cui insieme guardavamo le stelle.
Amori, tradimenti, sorrisi, rabbia, lacrime,
abbracci, diti medi, lotte, sconfitte, successi,
orgoglio, nullità, delusioni, disillusioni…
Questo e tant’altro ti ha fatto la vita,
fino a che quelle stelle, comune ricordo lontano,
a poco a poco si sono sbiadite,
hanno perso la loro lucentezza,
hanno smesso di brillare,
e sono diventate utopia.
Sogni, illusioni di adolescenti,
ancora ignari di un mondo che non scorge più stelle.
Eppure ogni tanto, tra rabbia e sorrisi,
ti scopri a levare in alto lo sguardo,
una fitta allo stomaco ti sconquassa l’umore,
come il ricordo di un canto lontano,
come una nostalgia di qualcosa di vero…
Ed è lì che ti torna quel dubbio,
inquietudine da scacciare all’istante
per non permetterle di sconvolgere tutto:
val la pena una vita così?
O non è meglio seguire le stelle?

Lampo di luce

Come un lampo,
una luce nel buio.
Inaspettata, inattesa, eppure ora indispensabile.
Ti attrae, ti affascina, ti seduce,
come una danzatrice nella notte.
E tu segui quella luce, segui quel sogno
e insieme iniziate a danzare.
Poi d’un tratto,
inatteso, inaspettato, inspiegabile,
il sogno svanisce,
la luce si spegne.
E ti ritrovi immobile dove ti sembrava di danzare.
Che fare ora, che pensare?
Vivere forse rimpiangendo la luce?
No!
Rialzati, torna sul sentiero!
Continua a percorrere la tua strada tortuosa!
Hai visto la luce per un istante,
e quella luce ti è rimasta negli occhi,
ora portala con te nel cammino
attendendo la luce che duri una vita.

Voglia di vita

Voglia di sognare,
voglia di immaginare,
voglia di partire,
voglia di mettermi in gioco,
voglia di provare,
voglia di sbagliare,
voglia di resistere,
voglia di cadere,
voglia di rialzarmi,
voglia di riuscire,
voglia di non fermarmi,
voglia di innamorarmi,
voglia di ridere,
voglia di arrabbiarmi,
voglia di tornare,
voglia di guardare avanti,
voglia di sperare,
voglia di pentirmi,
voglia di essere distrutto,
voglia di sprizzare di entusiasmo,
voglia di dire grazie,
voglia di chiedere scusa,
voglia di amare,
voglia di appassionarmi,
voglia di dare tutto me stesso,
voglia di capire che era inutile,
voglia di capire che ne valeva la pena,
voglia di fare domande,
voglia di avere ragione,
voglia di non trovare risposte,
voglia di aver finalmente chiaro tutto,
voglia di capire che non era tutto lì,
voglia di comtemplare una bellezza più grande,
voglia di sentirmi chiamato per nome,
voglia di occhi che mi comprendono,
voglia di abbracci che mi rassicurano,
voglia di tendere le mani,
voglia di mani tese,
voglia di vedere le stelle,
voglia di un mare con l’orizzonte,
voglia di una bussola,
voglia di una vetta da raggiungere,
voglia di guardare dall’altra parte della montagna
voglia di una storia che abbia un fine,
voglia di una fine che abbia senso,
insomma, voglia di Vita.

Lo specchio di un sogno

Osservare in questi giorni le immagini delle piazze di Madrid e Barcellona gremite di folla vestita di rosso a festeggiare la vittoria mondiale riporta alla memoria le piazze di Milano, Roma, Napoli colorate di azzurro quattro anni fa.
La stessa esplosione di entusiasmo,
la stessa incontenibile gioia,
la stessa voglia di fare festa,
lo stesso desiderio di abbracciarsi e sentirsi non io e tu ma noi.
E fa niente se il motivo è assolutamente superficiale,
fa niente se è solo un momento irrazionale,
fa niente se il giorno dopo tutto sarà ancora uguale,
le bollette, il lavoro, la spesa, i libri…
Fa niente perché questo è lo specchio di un sogno.
Il sogno in cui la festa non duri una notte ma sempre,
il sogno in cui gli abbracci non siano exploit emotivi ma autentici,
il sogno in cui crollino le barriere tra me e te e resti solo la nostra gioia,
il sogno in cui l’entusiasmo non sia per una partita di calcio ma per qualcosa di vero,
qualcosa che tocchi la vita e la trasformi in una festa.
E solo a pensarci luccicano gli occhi,
perché da noi si realizza la notte della coppa,
ma resta un sogno il resto della vita.
Ed allora sì emerge dentro di te quel grido che prima strozzavi,
un grido che chiede di più,
che il sogno diventi promessa e la promessa diventi realtà.

L’attore senza palcoscenico

Una forza incredibile,
un’energia strabiliante,
ce l’hai dentro,
ti ribolle, ti stravolge, ti porta a immaginare,
e balli
più forte del vento,
e canti
più forte del suono,
e ridi
più forte dell’uragano,
ti senti un tutt’uno col mondo
e puoi tuffarti dalle alture
e passeggiare tra le stelle,
volare tra gli alberi,
e abbracciare l’anima delle persone.
Poi una scossa e sei risucchiato da un vortice,
i piedi incatenati a terra
e la tua faccia davanti ad uno specchio.
Ti guardi, ti osservi,
Il cuore ti batte di energia ed entusiasmo,
ma intorno a te tutto tace.
Come un musicista senza strumento,
come un giocoliere senza birilli,
come un calciatore senza pallone,
come un’insegnante senza studenti,
come un’attore senza palcoscenico.
Resta tutto dentro e non sai farlo venir fuori.
Ti consola constatare che ci sia,
ma ti assale una domanda:
sarà mantenuta o resterà solo una promessa?