Sulle feste di Natale a scuola

Rieccola, puntuale come ogni anno, la polemica sulle feste di Natale nelle scuole. Presepe sì, presepe no, Babbo Natale sì, Gesù bambino no. Il tutto all’insegna di grandi paroloni come “rispetto dell’altro”, “difesa della propria identità”, “laicità”, “integrazione”, e chi più ne ha più ne metta. Provare a dire qualcosa su questo tema non è facile, si rischia di lasciarsi trascinare a discutere le ragioni dell’una o dell’altra fazione.

Vorrei provare a svincolarmi dalle polarizzazioni e collocare la riflessione nell’ambito che le è proprio, la scuola, ragionando non sui massimi sistemi ma a partire dalla sua concretezza Continua a leggere “Sulle feste di Natale a scuola”

#PrayforParis: ma pregare è ancora possibile?

#PrayforParis è uno degli hashtag con i quali in tantissimi abbiamo immediatamente reagito alla violenza di Parigi. Anche io non ho avuto difficoltà a twittatare e postare così. I problemi sono arrivati dopo. Quando ho dovuto mettere in pratica quell’hashtag. Sì, perché più che di pregare mi veniva voglia di urlare. Urlare di rabbia, urlare l’incredulità e lo sgomento, scrivere post di fuoco, prendermela con qualcuno… Ma ormai avevo twittato e mi sono imposto coerenza. Mi sono raccolto in silenzio e ci ho provato.

In quel silenzio pregare mi pareva un’assurdità, qualcosa di non più possibile Continua a leggere “#PrayforParis: ma pregare è ancora possibile?”

Da una foto la mia speranza per la Terra Santa

Escalation di violenza, attacchi, attentati, coprifuoco… Non è la stessa cosa leggere quello che sta accadendo in Israele e Palestina dopo esserci stati. Non è la stessa cosa sapere di tutto questo dopo aver visto con i propri occhi i campi profughi a Nablus, dopo aver percorso la spianata delle moschee a Gerusalemme col sottofondo del grido “Allahu Akbar” dei capannelli di musulmani rivolto agli ebrei ortodossi scortati dalla polizia;
dopo aver pregato  per la pace lungo il muro che separa i territori palestinesi da quelli israeliani e aver fatto i conti ai checkpoint con la macchina paranoica della sicurezza israeliana. Non è la stessa cosa perché alla mente tornano immagini, volti, emozioni. Continua a leggere “Da una foto la mia speranza per la Terra Santa”

Io non sono Charlie

Prima cosa da dire con forza è che ciò che è accaduto a Charlie Hebdo è un crimine efferato che non può avere in nessuna sede e in nessun discorso qualsivoglia tipo di attenuante. Lungi da me il dare la ben che minima impressione di voler in qualche modo sminuire ciò che questi terroristi hanno fatto, lungi da me anche solo immaginare di poter sostenere che “con quelle vignette se la sono cercata”, come ho letto in qualche commento. Ciò che è accaduto a Charlie Herbdo va condannato senza se e senza ma, con tutta la forza e la determinazione possibile.

Ciò ribadito senza esitazione, mi pongo qualche domanda sul tema della libertà di espressione. Mi chiedo se davvero in nome della libertà diespressione tutto è lecito. Continua a leggere “Io non sono Charlie”