Ciao Anna, permettimi di chiamarti per nome, anche se non è il tuo.
Ho letto quello che si scrive di te sul giornale.
Mi ha molto colpito e non sono riuscito a rimanere indifferente. Ho deciso di scriverti.
So cosa penserai: “Ecco un altro che non si fa i cazzi suoi. Un altro che quando si parla di sesso, discoteche, video hard e sedicenni deve dire per forza fare la sua pisciata. Tutto perché la mia storia è finita sul giornale. Sapessi quanti video del genere girano su whatsapp… Ma fino a quando non si spiattellano in prima pagina a nessuno frega niente”.
Hai ragione e ti chiedo scusa.
Credimi, non penso che tu sia diversa da tanti tuoi coetanei. Capisco davvero perché pensi che, in fondo, “è solo un video”. Sì, perché se il problema è il video, chissenefrega del video! Se quello che è normale per tutti diventa un problema solo perché è filmato da un telefonino, beh, al diavolo il telefonino!
Non ti scrivo per il video. Ti scrivo per tutto il resto. E non per giudicarti. Non hai colpe, Anna. Nemmeno una. Sai chi ha un sacco di colpe? Chi, col tempo, negli anni, non a parole ma coi suoi atteggiamenti, ti ha fatto credere che il video no, ma tutto il resto di quello che hai vissuto è normale.
Chi ti ha fatto credere che è normale a sedici anni il sabato sera essere ubriachi, ma “non troppo”.
Che è normale che uno che conosci in discoteca ti dice “andiamo!” e ci vai a letto, anzi in bagno.
Che è normale che dici al tuo fidanzato quello che ti è successo e lui ti risponde solo che “gli dava fastidio, di non farlo più”.
Che è normale liquidare la cosa con un “massì tanto qualche giorno e tutti si saranno dimenticati”.
Che è normale una madre che non si accorge di nulla e un padre che se n’è andato quando avevi 6 anni.
Che è normale alla tua età, mentre sboccia il fiore della tua vita, dire senza inquietudine “siamo apatiche”.
Non fraintendermi, Anna. Non sto dicendo che sei malata. È il mondo che hai intorno malato e vorrebbe bloccarti nella sua malattia! Non crederci Anna! Non credere che tutto questo è normale! Perché se è normale non hai scampo! Sei spacciata! Le cose normali le puoi solo accettare e imparare a conviverci. Ma se non è normale allora ti puoi ribellare, ci puoi combattere contro! E puoi vincere!
Farai un sacco di fatica, passerai notti a piangere, ma, ti assicuro, ne varrà la pena! Perché scoprirai cosa davvero è normale, cosa dovrebbe esserlo per tutti, per cosa è fatta la tua vita.
Qualcuno che si prenda cura di te.
Qualcuno che ti sappia capire e aiutare.
Qualcuno che ti faccia vedere quanto sei bella e molli tutto per stare con te.
Qualcuno per cui sei preziosa e dedichi la vita a custodire il tuo sorriso.
Qualcuno che non ti dice cosa devi fare, ma che qualsiasi cosa farai sarà con te.
Non arrenderti Anna! La tua vita merita di più, ha il diritto di avere di più!
Credici! Lotta! Resisti! E scoprirai cosa vuol dire essere felice.
Ti abbraccio forte.
Prego per te.

Questa lettera è stata pubblicata su La Stampa del 6 marzo 2015 con titolo “Cara Anna, anche tu scoprirai la felicità”, nella sezione “lettere al direttore”. Per leggerla sul sito de La Stampa clicca qui