Contemplando Charlie

Te ne stai lì, con gli occhietti chiusi e i pugni stretti. Come tutti i bimbi, tutti i neonati. E saresti proprio come uno di loro, non fosse per quel cerotto sulla faccia e quella canula che ti entra nel naso e ti tiene in vita. Non fosse per quelle cellule che non ne vogliono sapere di funzionare, non ne vogliono sapere di fare il loro mestiere.

Sei così costretto in quel lettino, attaccato a quelle macchine. E invece di poter sorridere felice ai tuoi genitori, che non ti lasciano un istante, non puoi fare altro che rimanertene lì, inerte, nel tuo soffrire. In quella sofferenza che i medici e i tribunali hanno giudicato troppo grande, insopportabile, perfino inutile. Perché alla tua malattia non c’è cura. Non c’è possibilità di guarigione. Continua a leggere “Contemplando Charlie”

“La tua vita non è stata senza senso!” – Lettera a Michele, ucciso dal lavoro che non c’è.

È di questi ultimi giorni la diffusione della lettera con cui Michele, un giovane friulano, spiega il gesto estremo di togliersi la vita, motivato dal precariato lavorativo e dall’assenza di prospettive per il futuro. Mi ha molto toccato questa vicenda e ho così voluto a mia volta scrivere a Michele.

Ciao Michele,
ho letto la lettera con la quale hai deciso di salutare questa vita e le persone a te più care. Scusami, non sono riuscito a rimanere indifferente.
Sarà che abbiamo più o meno la stessa età e il mondo di cui parli è lo stesso nel quale sono cresciuto e vivo. Sarà che sono pienamente consapevole che, con un po’ meno fortuna di quella che ho avuto, avrei potuto essere tranquillamente io a scrivere quelle righe. Continua a leggere ““La tua vita non è stata senza senso!” – Lettera a Michele, ucciso dal lavoro che non c’è.”

Le nostre parrocchie sono un ambiente tossico?

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Girovagando tra i post su Facebook mi sono imbattuto in questa immagine che elenca alcuni sintomi di un ambiente di lavoro tossico. Per deformazione professionale, mi è venuto spontaneo provare ad applicarla alle nostre realtà parrocchiali. D’accordo la parrocchia non è (solo) un ambito lavorativo, è molto di più. È il luogo dove si lavora per rendere presente il Vangelo in quel pezzo di mondo. Per questo, mi viene da dire, a maggior ragione una parrocchia ha bisogno di essere un luogo in cui si sta bene e si lavora bene. Tanto più che portare il Vangelo non è un prodotto da vendere ma una vocazione che si realizza nella misura in cui è possibile riconosce una testimonianza credibile. Continua a leggere “Le nostre parrocchie sono un ambiente tossico?”

La sfida di Fabrizio Corona

A seguito degli ultimi sviluppi giudiziari è per l’ennesima volta tornato in auge il nome Fabrizio Corona. Non solo tra gli articoli di cronaca, ma anche nelle discussioni dei più giovani: mi ha sempre colpito come le vicissitudini di questo personaggio non passino mai inosservate da parte degli adolescenti, e questo mi porta a qualche riflessione. Prima di cimentarmi però è importante una premessa: tutto ciò che qui proverò a dire non si riferisce all’uomo Fabrizio Corona che non conosco e non mi permetto di giudicare. Si rivolge invece all’immagine, all’aura che il nome di Fabrizio Corona richiama e porta con sé, all’idea che, a torto o a ragione, ad ognuno di noi suscita questo personaggio.

Fabrizio Corona è senza dubbio l’emblema di un preciso modo di intendere l’esistenza. La personificazione dell’uomo che si fa beffe di ogni regola, che sfida e denigra l’ordine costituito a vantaggio del proprio interesse Continua a leggere “La sfida di Fabrizio Corona”

La lezione da imparare da Charlie Hebdo

E alla fine è arrivato! È arrivato il giorno nel quale a scagliarsi sdegnati contro Charlie Hebdo non sono più gli altri. Siamo noi invece, di fronte all’intollerabile vignetta satirica sul terremoto in centro Italia. Il giorno in cui noi non siamo più Charlie e siamo come i tanti che, con più o meno visibilità mediatica, hanno in diverse occasioni fatto sentire la loro voce contro le offese di quelle vignette; siamo come i nostri fratelli musulmani quando condannavano la mancanza di rispetto nei confronti della loro religione Continua a leggere “La lezione da imparare da Charlie Hebdo”

Da Giuseppe a Mosè: il mio saluto all’oratorio.

C’è una circostanza curiosa che fa da cornice  al mio impegno da educatore in oratorio.

Era il lontano 2005 quando per la prima volta, da giovane seminarista, affrontavo l’oratorio estivo come responsabile. Oratorio feriale mitico, nel mio paese, Casciago, con tanti di quelli che ancora sono i miei più cari amici. Il tema di quell’anno era “Conta su di me”, tutto incentrato sulla storia di Giuseppe d’Egitto.
Quest’estate ho vissuto a Castellanza l’ultima esperienza come responsabile d’oratorio (da settembre si inizia una nuova avventura!), e il tema era “Per di qua”, con filo conduttore la vicenda di Mosè e del popolo di Israele che, dall’Egitto, raggiunge la Terra Promessa.

Mi fa pensare questa strana coincidenza Continua a leggere “Da Giuseppe a Mosè: il mio saluto all’oratorio.”