A cosa serve una Chiesa che sa anche piangere

Mi è capitato di leggere il commento molto critico di Antonio Socci all‘omelia del cardinal Betori pronunciata durante i funerali di Davide Astori. L’accusa mossa da Socci parte dall’affermazione con cui il cardinale esordisce, nella quale dichiara: «Della morte non abbiamo spiegazioni che possano servire a consolare. […] Posso solo piangere con voi». In queste parole Socci legge un sottrarsi alla propria responsabilità da parte della Chiesa; responsabilità che si espliciterebbe anzitutto nell’affermare le verità rivelate, dando risposta ai dubbi, alle domande dei fedeli e dei non fedeli ribadendo la dottrina cristiana. Betori avrebbe invece preferito compiacere le folle, cosa che porta Socci a chiedersi se permanga ancora nell’attuale gerarchia la fede cattolica.

Ma l’aspetto più interessante del pezzo di Socci è quando, di fronte all’affermazione che la Chiesa di fronte alla morte può “solo piangere”, si chiede: «una Chiesa così a cosa serve?». Continua a leggere “A cosa serve una Chiesa che sa anche piangere”

Cosa insegna il matrimonio celebrato dal Papa in aereo?

Se avevamo ancora bisogno della dimostrazione lampante della profonda distanza che c’è tra la pastorale delle nostre parrocchie e l’idea di pastorale “in uscita” di Papa Francesco e di Evangelii Gaudium, il matrimonio “improvvisato” che il Papa ha celebrato in aereo, di ritorno dal Cile, tra una hostess e uno steward non lascia dubbi. A fronte dei nostri corsi prematrimoniali fatti di dieci incontri in sei mesi con frequenza obbligatoria dell’80%, valevoli per un massimo di due anni, altrimenti vanno rifatti, con produzione di un certificato che attesta la frequenza, indispensabile per accedere al sacramento (in alcuni casi non basta nemmeno l’attestato di un qualsiasi corso: serve esclusivamente quello tenuto dal proprio parroco!)… a fronte della nostra obbligatorietà e burocrazia il Papa incontra una coppia che desidera il matrimonio cristiano in aereo e li sposa seduta stante. Continua a leggere “Cosa insegna il matrimonio celebrato dal Papa in aereo?”

Si può rispondere alla violenza con comprensione e gentilezza?

Mi ha molto colpito la vicenda, riportata in questi giorni sui quotidiani, di Sarah Silverman, attrice statunitense, di come ha risposto a un hater che le rivolgeva insulti sui social.

A seguito di un post da lei pubblicato nel quale affermava di voler comprendere le ragioni dei sostenitori di Trump prima di urlare contro accuse, era stata definita “cunt” (troia) da un suo follower, Jeremy Jamrozy. La Silverman, invece di rispondere a tono come avrebbe potuto, è andata a guardarsi il profilo dell’hater, ha scoperto una persona segnata dal dolore, alla schiena in particolare, e ha risposto dicendogli di comprendere e condividere la sua sofferenza, suggerendogli di non rispondere al dolore con l’odio ma con l’amore. Continua a leggere “Si può rispondere alla violenza con comprensione e gentilezza?”

Lasciarsi evangelizzare dai migranti… il giorno di Natale!

È notizia del giorno di Natale i circa duecentocinquanta migranti salvati dalla Guardia Costiera nel Mediterraneo, quasi a ricordarci che il mondo e le sue contraddizioni non si ferma per il pranzo della festa, non va in vacanza tra pacchi scintillanti e addobbi colorati.

Ci sono diverse tipologie di sguardo col quale soffermarsi su questi eventi, che così poco scalfiscono il nostro interesse normalmente tanto ci siamo abituati, figuriamoci il giorno di Natale. Continua a leggere “Lasciarsi evangelizzare dai migranti… il giorno di Natale!”

I giovani secondo Star Wars

Uscirà tra qualche giorno il nuovo episodio di Star Wars e, da grande appassionato quale sono, per prepararmi all’evento sono andato a rivedermi la puntata precedente, Il risveglio della forza. Riguardando questo film, spesso accusato di essere poco più di un remake di Una nuova speranza (1977), mi sono reso conto di quanto vi siano centrali e significativamente rappresentati i giovani di oggi. Più che un remake Il risveglio della forza è un’attualizzazione, come se il regista avesse detto: e se al posto dei giovani degli anni ’70 riscrivessimo il primo film della saga con protagonisti i giovani di oggi, cosa verrebbe fuori?

Che caratteristiche hanno questi nuovi giovani eroi? Continua a leggere “I giovani secondo Star Wars”

Perché mai un giovane dovrebbe venire in Chiesa?

È di questi giorni la pubblicazione su Repubblica dei risultati di un sondaggio sui giovani condotto dall’Osservatorio di Demos-Coop. Per la verità non è che dica gran che di nuovo o sconvolgente, niente che non siamo già abituati a sentirci dire insomma; ma proprio per questo forse è opportuno farci su qualche riflessione, per non cadere nel rischio di liquidare troppo rapidamente questo tema con un “ah… come sono questi giovani di oggi!” e lavarci così la coscienza.

Premessa necessaria è che, nonostante nel sondaggio si dica che ormai la giovinezza duri addirittura fino ai 52 anni (!!!), io ne ho “solo” trentadue ma ho l’azzardo di considerarmi “già” adulto, quindi persona che ha una responsabilità nei confronti di chi è più giovane. Quello che scrivo sul mondo adulto quindi lo rivolgo anzitutto a me stesso.

Il primo pensiero che mi è venuto leggendo il titolo dell’articolo sul sondaggio – “no a politica e religione per i giovani” – è stato: guarda come sono straordinariamente abili i nostri ragazzi a capire cosa è davvero importante per gli adulti e cosa no! Continua a leggere “Perché mai un giovane dovrebbe venire in Chiesa?”