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L’ira dei giusti? Nella Bibbia non c’è!

Mi ha incuriosito leggere i titoli delle testate online che, riportando il post su Facebook di Matteo Salvini dopo la sentenza in merito al sequestro dei beni della Lega – “Temete l’ira dei giusti” – lo qualificavano come una citazione biblica.

Sono così andato a cercare dove il testo biblico riportasse quella citazione, e con mia grande sorpresa ho constatato che questa espressione nella Bibbia non c’è! Sono andato a consultare l’ultima traduzione CEI del 2008, la precedente versione del 1974, la Traduzione interconfessionale in lingua corrente del 1985, ma nulla.

Non solo non vi è traccia di queste precise parole, ma nemmeno di qualcosa di simile. Una frase che in qualche modo rispecchi quel concetto. Zero. Continua a leggere L’ira dei giusti? Nella Bibbia non c’è!

Famiglia Cristiana e il “Vade retro Salvini”

Ci ho pensato molto a questa faccenda e sono giunto alla conclusione che no, non condivido la scelta di Famiglia Cristina di uscire con questa copertina. Chi mi conosce sa quanto distante io sia dalle posizioni di Salvini (e quanto io sia convinto che le idee di Salvini non siano cristiane!), ma non condivido la scelta di “demonizzare” chi pensa e agisce in modo differente da me. Non condivido questo stile contrappostivo. Non lo condividevo quando si parlava di unioni civili e biotestamento, non lo condivido nemmeno ora. Semplicemente perché non è uno stile che aiuta ad andare oltre le differenze ma le acuisce (e se il tema in oggetto è la convivenza delle differenze questa è una contraddizione), né contribuisce in qualche modo a risolvere la situazione.
E non è uno stile cristiano. Perché il “Vade retro” Gesù lo disse non a un suo oppositore ma al primo dei suoi apostoli; perché i peccatori, chi la pensava diversamente da lui, Gesù non li demonizzava, normalmente ci andava a pranzo insieme…

Sulla crisi politica

Sono diversi mesi che non mi esprimo riguardo la situazione politica. Sarà che dopo il referendum del 2016 la mia passione politica si è decisamente arenata, sarà che da lì in poi identificarmi con una delle proposte politiche in campo mi è diventato davvero difficile: non con le liti infinite del PD, non con gli altri schieramenti da cui mi divide una visione politica che non condivido.
Di fronte agli ultimi sviluppi però è difficile stare in silenzio, ed eccomi qui. Non per unire la mia voce a una delle contrapposte tifoserie, il tifo lo faccio solo quando gioca la Juve; ma perché ogni giorno spendo il mio tempo tra i ragazzi della mia scuola, spanati da morire ma belli, e da qualche giorno quando torno a casa c’è un bimbetto di due settimane che mi aspetta e mi guarda con i suoi occhioni aperti. E non posso non chiedermi cosa stiamo costruendo per loro. Cosa vorrei domani per loro. Continua a leggere Sulla crisi politica

“Milano siamo noi”

“Milano siamo noi” è il coro che hanno intonato ieri, a Guangzhou, i tifosi cinesi del Milan prima della partita.

Ma la vedete voi la faccia di Salvini se a cantarlo fossero stati gli immigrati in stazione centrale?
Ma l’hanno fatto i cinesi. I cinesi vanno bene. Perché? Sono anche loro extracomunitari, ma, piccolo dettaglio, hanno i soldi! A Milano loro ci vengono a fare shopping. Milano loro se la sono comprata. Loro ci aiutano a casa nostra!
La logica in definitiva è questa: se non hai soldi gira al largo, ma se ci paghi a noi sta bene tutto… insomma, la logica più antica del mondo (da cui il famoso mestiere)…
Facciamo però un piccolo sforzo di onestà allora: il nostro problema non sono gli immigrati, il nostro problema sono quelli che non hanno soldi da darci e ci chiedono aiuto. Se non altro inizieremmo ad inquadrare la questione.

“Aiutiamoli a casa loro”, ma sul serio?

“Aiutiamoli a casa loro” è diventato il mantra che mette d’accordo tutti sulle politiche migratorie: Salvini, Renzi, Grillo… perfino il segretario di stato vaticano Parolin!
Già, ma concretamente cosa significa “aiutarli a casa loro”?

Mi auguro che a breve venga presentato da queste forze politiche un piano dettagliato di quali azioni diplomatiche, quali investimenti a spese dei contribuenti italiani, quali interventi si intendano mettere in atto per risolvere i conflitti, combattere la corruzione e i traffici criminali, favorire l’occupazione, garantire salari accettabili e condizioni di lavoro dignitose, in Nigeria, Bangladesh, Libia, Eritrea, Guinea, Gambia, Costa d’Avorio, Senegal, Sudan, Mali (i paesi da cui provengono la maggior parte dei migranti che arrivano in Italia).

Perché è facile dire “aiutiamoli a casa loro”, è un intento nobile e condivisibile: chi è così crudele da non voler aiutare i paesi poveri? Si rischia di vincerci un Nobel!
Ma passiamo dalle parole ai fatti, per favore; altrimenti si rischia di dar ragione a chi sostiene che questa politica sia buona a parlare, ma non è buona a fare nient’altro.