Mi ha incuriosito leggere i titoli delle testate online che, riportando il post su Facebook di Matteo Salvini dopo la sentenza in merito al sequestro dei beni della Lega – “Temete l’ira dei giusti” – lo qualificavano come una citazione biblica.

Sono così andato a cercare dove il testo biblico riportasse quella citazione, e con mia grande sorpresa ho constatato che questa espressione nella Bibbia non c’è! Sono andato a consultare l’ultima traduzione CEI del 2008, la precedente versione del 1974, la Traduzione interconfessionale in lingua corrente del 1985, ma nulla.

Non solo non vi è traccia di queste precise parole, ma nemmeno di qualcosa di simile. Una frase che in qualche modo rispecchi quel concetto. Zero.

Mi sono quindi messo a cercare sul web. Diverse testate sostengono che l’espressione sarebbe presa da una citazione della Scrittura più articolata, ossia “Temete l’ira dei mansueti perché essi riverseranno in voi tutto ciò che hanno subito”. La maggior parte delle fonti la riportano semplicemente come citazione “dalla Bibbia”, qualcuna però è più accurata e la attribuisce al libro dell’Apocalisse. Ho nuovamente cercato in tutte le versioni sopra citate questa frase, con tutte le varianti possibili, ma ancora nessun risultato.

Ho provato allora a rintracciarla al di fuori del contesto biblico e, oltre ad aver scoperto l’esistenza di una saga di un gioco di ruolo intitolata “L’ira dei giusti”, edita da Giochi Uniti, mi sono imbattuto in quello che, presumo, sia all’origine dell’equivoco nel quale sono cadute gran parte delle testate online: un libro di Manel Loureiro, uscito nel 2013, intitolato “Apocalisse Z. L’ira dei giusti”, disponibile nei principali store online.

In effetti il concetto di “temere l’ira dei giusti” suona piuttosto lontano dalla concezione biblica. Ho trovato questa espressione riportata in un commento al Vangelo di Luca nell’edizione del Nuovo Testamento delle Paoline del 2010 a cura di Giuliano Vigini. Commentando l’espressione “Si arrabbiò” del fratello maggiore nel brano del Figliol prodigo (Lc 15,28), afferma che l’ira dei giusti è provocata dal successo degli ingiusti e cita il Salmo 37 al versetto 7, il quale però scoraggia il giusto dal cedere all’ira: “Sta’ in silenzio davanti al Signore e spera in lui; non irritarti per chi ha successo, per l’uomo che trama insidie. Desisti dall’ira e deponi lo sdegno, non irritarti: non ne verrebbe che male”.

La sola “ira” contemplata dalla Bibbia è quella di Dio, ed è causata esclusivamente dalle ingiustizie nei confronti dei deboli – “lo straniero, l’orfano e la vedova” Ger 7,6 – e dall’ipocrisia degli uomini.

Articolo pubblicato su Vinonuovo.it e ripreso su Avvenire del 9 settembre 2018 da Guido Mocellin nella rubrica WikiChiesa.