Le nostre parrocchie sono un ambiente tossico?

le-nostre-parrocchie-sono-un-ambiente-tossico

Girovagando tra i post su Facebook mi sono imbattuto in questa immagine che elenca alcuni sintomi di un ambiente di lavoro tossico. Per deformazione professionale, mi è venuto spontaneo provare ad applicarla alle nostre realtà parrocchiali. D’accordo la parrocchia non è (solo) un ambito lavorativo, è molto di più. È il luogo dove si lavora per rendere presente il Vangelo in quel pezzo di mondo. Per questo, mi viene da dire, a maggior ragione una parrocchia ha bisogno di essere un luogo in cui si sta bene e si lavora bene. Tanto più che portare il Vangelo non è un prodotto da vendere ma una vocazione che si realizza nella misura in cui è possibile riconosce una testimonianza credibile. Continua a leggere “Le nostre parrocchie sono un ambiente tossico?”

Unioni civili: e adesso?

Piaccia o non piaccia la legge c’è. E adesso? Passata la prima ondata di commenti all’approvazione del ddl sulle unioni civili, provo a mettere per iscritto anch’io qualche pensiero, nella speranza (so già in partenza fragile) di uscire dalla contrapposizione che ha segnato tutto il dibattito per rimettere al centro la questione vera che per noi come Chiesa è in gioco.

Non riesco a riconoscermi nelle dure reazioni che i telegiornali riportano genericamente come “dei cattolici” all’approvazione del disegno di legge Cirinnà. Continua a leggere “Unioni civili: e adesso?”

Stai entrando in Chiesa… si prega di accendere il cellulare!

Mi capita spesso, passando in Chiesa per qualche minuto di preghiera durante la giornata, di tirar fuori il cellulare dalla tasca e usarlo per cercare il Vangelo del giorno, o per pregare con un Salmo. E non raramente a questo mio gesto ho intravisto occhiate di disappunto più o meno esplicite da parte di chi avevo intorno. È anche successo che qualcuno, vedendomi con lo smartphone in mano, si sia sentito in dovere di intervenire, ricordandomi che, come recitano i cartelli all’ingresso divenuti ormai virali anche sul web, “il Signore parla in molti modi, ma di sicuro non chiama al cellulare”. Continua a leggere “Stai entrando in Chiesa… si prega di accendere il cellulare!”

Papa Francesco malato – Chiesa, di cosa hai paura?

Si è cominciato col coming out di monsignor Charamsa. Si è proseguito con le indiscrezioni sulle lettere spedite al papa da alti prelati, subito accalcatisi a smentire. Ora la falsa notizia della malattia di Francesco, resa intrigante da immagini di elicotteri nella notte e di equipe mediche di fama mondiale… Sembra una sceneggiatura di Dan Brown, è invece quello a cui stiamo assistendo dall’inizio del Sinodo.

Personalmente più leggo di tutto questo più dentro di me cresce una domanda: Chiesa, di cosa hai paura? Continua a leggere “Papa Francesco malato – Chiesa, di cosa hai paura?”

La fatica di guardare avanti

Nell’oratorio in cui lavoro come responsabile laico un giorno incontro un signore piuttosto anziano che non avevo mai visto. Iniziamo a chiacchierare e scopro che, anni addietro, è stato membro del consiglio pastorale, ha preso parte attivamente alla vita della parrocchia e dell’oratorio, ha partecipato e contribuito a diverse iniziative. Poi basta: cambiato il prete dell’oratorio, ormai due coadiutori fa, in parrocchia non ha messo più piede.

«Quando c’era il mio don – così diceva – non sai com’era questo oratorio! La domenica pomeriggio c’erano centinaia di ragazzi, alle uscite si andava con otto pullman… adesso invece…» e inizia a dirmi tutto il male possibile degli attuali preti. Continua a leggere “La fatica di guardare avanti”

La vera Pasqua per le nostre comunità

“Chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.” (Mt 16,25)

Inizio questo editoriale con questo breve passo del Vangelo di Matteo. Siamo nella settimana santa, tra poche ore inizieremo le celebrazioni del triduo pasquale. Queste parole, dette da Gesù proprio appena dopo aver annunciato per la prima volta ai sui discepoli che dovrà essere ucciso e risuscitare il terzo giorno (Mt 16,21), mi sembrano riassumere bene quello che stiamo per rivivere in questi giorni: la vicenda di un Dio che non si preoccupa di salvare la propria vita ma sceglie di perderla, di donarla. E noi sappiamo che il terzo giorno la troverà di nuovo.

Questo atteggiamento di Gesù mi interroga e mi provoca. Se da cristiani siamo chiamati ad avere Gesù come riferimento, a condividere il suo stesso modo di pensare e di agire, questo non preoccuparsi di salvare sé stessi accettando la morte deve diventare anche nostro. Deve diventare atteggiamento del nostro agire da cristiani nella Chiesa. Continua a leggere “La vera Pasqua per le nostre comunità”